Guardami, guardami, ho corso!

“Guardami, guardami, ho corso!”

Io ti sono vicino, Douve, ti rischiaro. Resta fra noi soltanto questo lume roccioso, questa breve ombra placata, le nostre mani che l’ombra attende. Salamandra sorpresa, tu rimani immobile.

Ormai vissuto l’istante in cui le carni più vicine si trasmutano in conoscenza.

Yves Bonnefoy (Tours, 1923) da Movimento e immobilità di Douve (Einaudi, 1997)

“Regarde-moi, regarde-moi, j’ai couru!”

Je suis près de toi, Douve, je t’éclaire. Il n’y a plus entre nous que cette lampe rocailleuse, ce peu d’ombre apaisé, nos mains que l’ombre attende. Salamandre surprise, tu demeures immobile.

Ayant vécu l’instant où la chair la plus proche se mue en connaissance.


Guardiana

Il sole che cala. I tappeti erbosi in fiamme.
Il giorno perso, la luce persa.
Perché amo quel che svanisce?

Tu che te ne sei andata, che te ne stavi andando,
che stanze di tenebra abiti?
Guardiana della mia morte,

preserva la mia assenza. Sono vivo.

Mark Strand (Summerside, 1934), da L’uomo che cammina un passo avanti al buio (Mondadori 2011)

The sun setting. The lawns on fire.
The lost day, the lost light.
Why do I love what fades?

You who left, who were leaving,
what dark rooms do you inhabit?
Guardian of my death,

preserve my absence. I am alive.