Indugiare nella quiete dei paesetti

Indugiare nella quiete dei paesetti,
divorati con gli occhi dai finestrini;
identici i biglietti, le divise, certe panchine.

(Di fatto, lo spazio era ben poco. Un buco, il fosso, sotto
il balcone.)

Esplora. Nebbia, canali, cascinali.
File di pioppi umidi, marcite. Pavia;
la Pianura Padana vista come terra straniera.

Il vagabondaggio, i brividi. Fantasie, forse;
quasi eroismi di primo mattino. Qui spicca, salta fuori
dalle ombre, goffa figura appesantita: mangia,
assorbe, assorbe…

Maurizio Cucchi, (Milano 1945), da Il disperso, (Guanda 1994)

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