Domenica notte in città

Mano nella mano, sdraiati a letto,
le nostre lunghe gambe ripiegate come
ali, i nostri lunghi piedi che nell’ombra toccano
la sponda del letto, scolpita con dell’uva
come una pietra tombale. I tuoi capelli sono scompigliati, scuri
come noci nere, arricciati come i viticci
delle viti. La tua mano destra è nella mia mano
destra. La mia mano sinistra è nella tua.
Le braccia unite come pattinatori, sdraiati
sotto l’immagine di una campagna: la pennellata
scura e indistinta come fumo, alberi
che sollevano i loro cinerei scheletri di pesce,
e al centro, sopra di noi,
lo stagno calmo,
silenzioso come fosse eterno.

Sharon Olds (San Francisco, 1942), da Satana dice (Casa editrice Le Lettere, 2002) trad. di Elisa Biagini

Hand in hand, we lie on the bed,
our long legs crossed like folded
wings, our long feet touching the
footboard in shadow, carved like a headstone
with grapes. Your hair is ruffled, dark
as black walnut, curled like the tendrils of
wines. Your right hand is in my right
hand. My left hand is in your left
Arms linked like skaters, we lie
under the picture of farmland: brush
dark and blurred as smoke, trees
lifting their ashen fish-skeletons,
and central to it, over us,
the calm pond
silent as if eternal.

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