Sabbia

Tu non lo sai, ma io spesso mi sveglio di notte,
rimango a lungo sdraiato nel buio
e ti ascolto dormire lì accanto, come un cane
sulla riva di un’acqua lenta da cui salgono
ombra e riflessi, farfalle silenziose.
Stanotte parlavi nel sonno,
con dei lamenti quasi, dicendo di un muro
troppo alto per scendere sotto, verso il mare
che tu sola vedevi, lontano splendente.
Per gioco ti ho mormorato di stare tranquilla,
non era poi così alto, potevamo anche farcela.
Tu hai chiesto
se in basso ci fosse sabbia ad aspettarci,
o roccia nera.
Sabbia, ho risposto, sabbia. E nel tuo sogno
forse ci siamo tuffati.
Fabio Pusterla (Mendrisio, 1957), da Corpo Stellare (Marcos y Marcos, 2010)


Finiranno – si spera – le notti sveglie

Finiranno – si spera – le notti sveglie
come giorni, le sigarette a decine
spente ancora utili, i pensieri.

Deve essere così, Dino
che non servirà più restare vigili
per appigliarsi alla vita
ma che lei ci porterà a dormire
dopo averci preparati al sogno.

Spògliati, quindi, dei tuoi demoni
lasciali a terra a contorcersi e tu
non avere pietà di loro, non sentirne
mai la nostalgia
(Voglio stare solo, o una donna che…)
non conformarti alla seduzione
di ciò che appare facile, lotta
sii ribelle al vuoto.

Naike Agata La Biunda (Catania, 1990), da Accogliere i tempi ascoltando (LietoColle – Pordenonelegge, 2017)