lui mi ha potato tanto

lui mi ha potato tanto
lui mi ha tolto la morte:
a pena avresti
riconosciuto il nome
mio o di un altro.
Chiedeva: “Avrà smesso di piovere?”
Io avevo ancora gli anni
per saperlo, per entrare
in casa e uscire
ferendomi o al riparo, mentre lui
seguiva l’accadere con un dito
sapeva dove andavano le vene.

Franca Mancinelli (Fano, 1981), da Pasta Madre (Nino Aragno editore, 2013)


Natale nel paese del tramonto

La luna sopra i tetti già alle tre del pomeriggio
in un cielo svaporato e gelido, scintillante.
Ombre passano tra i portici infilate
in cappucci cappelli cappotti
alla moda occidentale. Sarebbe bello forse
scrivere della Cecenia, della Cina, delle segrete
piante di Kyoto che immobili stanno nella preghiera.
Ma è questo, quel che ci è concesso:
luminarie appese nel freddo, smarrite,
lo scenario noto di mendicanti di cui si diffida,
la malinconia distratta di un popolo che si ama poco.

Azzurra D’Agostino (Porretta Terme, 1977), da Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2012)