Le quasi case

Presto lasceremo questo appartamento non nostro
per un altro appartamento non nostro

Ricomincerà la trafila
spulciare scegliere chiamare visitare
indovinare se certe stanze aspettano proprio noi
presentire i chiodi che pianteremo i mobili da collocare
le pentole a bollire sul fuoco i libri rimescolati sugli scaffali
se quello è davvero il nostro letto
– capirlo dagli occhi dell’una negli occhi dell’altro

Ho perso il conto delle quasi case nel passato
ignoro quante ancora nel futuro
non so unire i puntini sulla mappa
che già vedo sorvolare i continenti
e che comincia da te e me
e che ogni volta finisce
da un’altra parte.

 

Guido Cupani (Pordenone, 1981), da Qualcosa di semplice sulla neve (Edizioni Culturaglobale, 2013)


Un cuore che non c’era

Un cuore che non c’era
da oggi batte il mio tempo
ordina i giorni in una sola attesa,
nove mesi mi condurranno a te
farai di questo figlio tuo padre,
cosa di mio ti porterai in dote?
Non prenderti gli occhi
sempre troppo aperti sulle cose
che schiantano nervi, cuore,
eterni esordienti alla gioia, come al dolore.

 

Daniele Mencarelli (Roma, 1974) da Figlio (Nottetempo, 2013)