Te chësc lüch, a pascentada resta nosc dagnì

Te chësc lüch, a pascentada resta nosc dagnì.
Mostra inant cun lecaciadin, n vare indolater
rovarunse ince nos pro florì,
döta tera nes fajarà curtina y spizorada nöia.
Jënt ladina, tan pice inom
rodosa i ödli y ciara lunc,
mënder tlap ince nos adinfit söl monn.

Roberta Dapunt (Val Badia, 1970), da Nautz (Il ponte del sale, 2017)

– consigliato da Giacomo Vit.

In questo maso, a pasturare rimane il nostro avvenire.
Mostra a dito innanzi, un passo dopo l’altro
giungeremo anche noi a fioritura,
la terra tutta ci farà cortina e gettata nuova.
Gente ladina, così piccolo il nome
volgi gli occhi e guarda lontano,
gregge minore anche noi in affittanza sul mondo.

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One Comment on “Te chësc lüch, a pascentada resta nosc dagnì”

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