L’alba è una donna

L’alba è una donna
Che s’infila le calze lentamente
Come sapesse di essere guardata
La luce corre
Batte sugli zoccoli degli uccelli
È un grido che non cade nel cielo
Come nel corridoio di una casa
Una madre chiamata
Arriva in camera e ti copre
Le gambe le spalle
Ti sveglia
Se ne va scotendo il muro
Come un vestito ballando
Biondissima alla Marilyn Monroe
Ti volti appena nato come se niente fosse accaduto
I tuoi occhi sono così blu da ingannare i pesci
Il loro salto scolpito nel sole
Mentre il giorno è un vecchio
Che si appoggia al bastone
E mi sorride

Francesca Serragnoli (Bologna, 1972), da Il rubino del martedì (Raffaelli, 2010)

 


Trieste by day con sole di cotone

Passo di stanza in stanza
chiedendomi dove sono finiti
gli slip dell’anno scorso.
Mangio uno yogurt mentre alla radio
danno l’ouverture di Bach.
Tutti sappiamo più di quello che fingiamo di sapere
e vorremo vivere a Malibu con il culo al caldo.
Per ora ascolto un’orchestra sinfonica
che è più di quanto si possa sperare,
intanto gli slip non si trovano.
Nel giardino di fronte
la famiglia cuore
cerca i pezzi della piscina smontabile
e accende il barbecue per riempire il cielo di maiale arrosto.
Anche loro non trovano qualcosa ma hanno
tutte le mutande al loro posto.
È un quadro orribile
ma è una storia bellissima.

 

Mary Barbara Tolusso (Pordenone), da L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003)