Indugiare nella quiete dei paesetti

Indugiare nella quiete dei paesetti,
divorati con gli occhi dai finestrini;
identici i biglietti, le divise, certe panchine.

(Di fatto, lo spazio era ben poco. Un buco, il fosso, sotto
il balcone.)

Esplora. Nebbia, canali, cascinali.
File di pioppi umidi, marcite. Pavia;
la Pianura Padana vista come terra straniera.

Il vagabondaggio, i brividi. Fantasie, forse;
quasi eroismi di primo mattino. Qui spicca, salta fuori
dalle ombre, goffa figura appesantita: mangia,
assorbe, assorbe…

Maurizio Cucchi, (Milano 1945), da Il disperso, (Guanda 1994)


той воды, что сиену и умбру холмов отразила

той воды, что сиену и умбру холмов отразила,
виноградные листья хеврона
и сабру с подружкой шатилой.
и взрывчатки дробящий салют

ноги волосы руки кости суставы
так летучи как будто цветы
очень часто буднично даже
слева и справа

эту красную Землю Адама,
марокко смешавшую с польшей.
и на каплю подайте любви к ней.
и не надо деяний мне больше.

Alexandra Petrova (San Pietroburgo, 1964), da Altri fuochi (Crocetti, 2005) – Traduzione di Pietro Alessandrini

 

Quell’acqua che riflette le colline terra di siena e ombra bruciata
le viti di hebron
e sabra con la sua amichetta chatila
e i fuochi d’artificio sminuzzanti

gambe capelli braccia ossa giunture
volano leggeri come fiori
molto spesso, perfino tutti i giorni
a destra e a sinistra

questa rossa terra di Adamo,
che ha mescolato marocco e polonia.
E datemi una goccia di amore per lei.
E non mi occorrono altre azioni.