A sommo dei polmoni una candela

A cyop&caf

A sommo dei polmoni una candela
luccica, illumina lo sterno aperto.
Camminare in una casa e portare
la luce, difenderla da spostamenti:
rinchiuse le mani sulla debole fiamma.
Mi guardo il torace che si svuota,
disfarmi nell’istante trasognato.

Eppure lo ricordo il momento,
quando guardasti il petto sfavillare
di vuoto e mi dicesti: «brucia, bruciala
quella candela, solo il fermento
della fiamma testimonia che esisti».
Avrei potuto non abbassare gli occhi
e carburare una risposta, un argomento
d’esistenza. «Caro, – mi affretto a dirti –
hai ragione», sforzandomi di rendere
più bianche le pareti della stanza.

 

Bernardo De Luca (Napoli, 1986), da Gli oggetti trapassati (inedito)

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