I tulipani

Le nostre vite erano già cambiate.
Apro una parentesi. Come fa quel signore
a essere così bello? Ti ho chiesto di fermarmi,
non capisci, parlagli o mi metto a rompere

i tulipani. Li avevo dimenticati. Che pretendono
così rapidi, guardali, richiusi intorno alla mia
casa, petalo a petalo, e così neri, d’accordo, così
eleganti, ma deve proprio sembrare un fiore

quel fiore che non volevo e prova per me a
racchiudere qualcosa che escludevo e volevo
come un fiore, che gentile però sembravi
con il sacchetto in mano…Era la pioggia

finalmente, la lama tagliava ancora la prima
volta e qualcuno oltre il muro…Fermami,
almeno fermami. Sì, certo, è verde lassù
e del resto non importa credere che qualcuno

fosse sabato se dobbiamo parlare. Sta’
tranquillo. Partiamo di lì. Io, dunque, sono stato
tuo figlio. Sì, di sabato. Ti ho detto tutto. Mi
prometti adesso che non dirai più che è un buon orario?

Nicola Gardini (Petacciato, 1965), da Le nuvole (Crocetti, 2007)

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One Comment on “I tulipani”

  1. natàlia castaldi ha detto:

    un libro letto anni fa, è stato bello ricordarlo, lo riprendo.


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