Un luogo che conosco, un mestiere

Un luogo che conosco, un mestiere
con pochi gesti, una casa
in cui tornare, la pace data
dall’essere utile, parole poche
per dire senza veli, la faccia
senza pesi né lamenti. Sembra
la lista della spesa, ma è la fame
ciò che manca, l’insicurezza
nel farsi uomini.

Marco Scarpa (Treviso, 1982), da Mac(‘)ero (Raffaelli, 2012)


La metropoli

Amate la metropoli, ragazzi,
specialmente al mattino, quando il tram
è un covo di bestemmiatori; amate
i nomi inglesi, le etichette audaci:
considerate la vita attiva.
La bestemmia più folle è nel pensiero
quella che non esplode e si contorce
nel vostro cuore. Amate
le bellezze del mondo, il raggio impallidito
nelle nuvole, il vento che le porta vita.

Una volta era facile
amare, e questo amore si mutò

presto in veleno. Ci fu un tempo
glorioso, quando la città
non era puritana
e il futuro veniva deciso
sulle spallette dei Navigli.

Se amarla non potete, mettetela
a ferro e fuoco.

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937), da L’età della ginnastica (Mondadori, 1966)